Il decreto “salva ilva” vale per tutti, non solo per Taranto

marzo 21, 2013 di taranto7aprile

ilva notte venerdì 22 feb ore 00,30 (800x471)

Il prossimo 9 aprile si svolgerà l’udienza pubblica alla Corte Costituzionale in cui saranno discusse le ordinanze del gip Patrizia Todisco e del tribunale del riesame di Taranto con cui venne sollevata questione di legittimità costituzionale sulla legge 231 del 24 dicembre, la così detta “salva-Ilva”.

Il decreto legge 207/2012 interferisce con i poteri della magistratura. Tale decreto (dagli evidenti profili incostituzionali) serve a dissequestrare gli impianti della famiglia Riva, quegli impianti dell’Ilva che la Procura di Taranto ha posto sotto sequestro perché pericolosi per la salute degli operai e dei cittadini. In una telefonata intercettata, Fabio Riva dicesa che un paio di morti per tumore sono “una minchiata”. Fabio Riva è a Londra e non si è consegnato alla magistratura italiana, ma dall’Italia ci sono parlamentari e senatori che hanno pensato a dissequestrare i suoi impianti che emettono fumi cancerogeni sulla città.

Il cosiddetto “Salva-Ilva” va fermato anche perche’ nella sua formulazione blocca tutte le procure d’Italia che volessero intervenire in situazioni di pericolo simili a quella di Taranto.

La lotta di Taranto e’ pertanto nazionale ed emblematica di tutte le citta’ inquinate. Occorre riprendere la mobilitazione, anche alla luce anche del nuovo contesto post-elezioni. Occorre mobilitarsi in modo che i provvedimenti di Clini – adottati con il governo Monti e con la complicita’ trasversale di tanti parlamentari – siano spazzati via uno dopo l’altro, a partire dal cosiddetto “Salva-Ilva”.

Uno Tsunami anti-Clini: questo deve avvenire partendo da Taranto e con l’alleanza di tutte le citta’ inquinate. Ora va azzerato tutto quello che e’ stato fatto contro la volonta’ del popolo italiano e contro la volonta’ espressa dai tarantini. Occorre una forte e dignitosa riappropriazione della sovranita’ popolare. Taranto deve diventare l’emblema di una lotta nazionale di liberazione dall’inquinamento, dagli inquinatori e dai loro alleati politici.

Lo tsunami politico di questi giorni deve spazzare via tutto quello che e’ stato fatto in campo ambientale dal Ministro Clini contro la nostra volonta’. E’ il momento di agire, dimettere da parte ogni divisione e di unirci per vincere nella difficile lotta per la salute, per un lavoro pulito e contro l’inquinamento che ha devastato sia la citta’ sia la moralita’ stessa della politica, come dimostrano le intercettazioni telefoniche della Procura di Taranto sui cellulari di parlamentari e amministratori.

A noi tutti spetta dare un forte segnale di iniziativa e di sostegno alla magistratura in un momento in cui la Corte Costituzionale sta vagliando la cosiddetta legge “Salva Ilva” in vista del pronunciamento si costituzionalita’ del 9 aprile. A noi tutti spetta prenderci una giusta e civile rivincita contro la malapolitica e gli inquinatori, perche’ Taranto sia libera, finalmente libera.

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